Risarcimento danni da mobbing: la malattia psichica non esonera il datore di lavoro da responsabilità ex art. 2087 c.c. (Cass. civ., sez. lav., ord. 31 gennaio 2019 – 4 giugno 2019, n. 15159) Stampa la pagina

Le nozioni di fatto che rientrano nella comune esperienza di cui all’art. 115 c.p.c., comma 2, possono dirsi tali solo in quanto si possa parlare di fatti o anche regole esperienza che siano pacificamente acquisite al patrimonio di cognizioni dell’uomo medio, ovverosia che risultino acquisiti alle conoscenze della collettività con tale grado di certezza da apparire indubitabili ed incontestabili. Pertanto la sussistenza un nesso addirittura notorio, tra una generica "malattia psichica" e la capacità di affrontare le relazioni interpersonali, al punto di ingenerare un’impossibilità datoriale di porre rimedio allo scaturire dal lavoro di un danno per il lavoratore interessato è affermazione apodittica e non riportabile ad una regola o ad un fatto di comune esperienza e che si colloca come tale al di fuori dell’ambito di cui all’art. 115 c.p.c., comma 2.